Ammettiamo il dubbio

Tentativo di ragionare sul 5G

di Claudio Tortorelli

Arezzo

Pubblicato il 13/05/2020 - Ultima revisione il 08/12/2020 - Revisione n. 17

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Abstract

Articolo sul rapporto tra l'etica e le imminenti evoluzioni tecnologiche

Indice

Introduzione
Premesse al ragionamento
   Domande e risposte
Il 5G, col beneficio d'inventario
Allargando il contesto
Onda su onda
Conclusione
Bibliografia


ad Ezio Bosso (1971 - 2020)

Introduzione

Ogni volta che viene affrontato dalla politica e dalla società un tema controverso, sento esasperarsi toni e modi. Ma da quando il fenomeno delle fake news via social si è intensificato e raffinato, e da quando lobbies e governi hanno accelerato sui processi di trasformazione tecnologica e sociale con fini e obiettivi molto ambigui, il dibattito si è ulteriormente estremizzato, polarizzandosi su opinioni meccaniche e sterili. Un dibattito di principio che non ha il tempo né le capacità di entrare nel merito e in pratica non giova a nessuno. Viceversa la consapevolezza dei pro e dei contro che qualunque soluzione porta in dote, ammette come conseguenza un compromesso. E la ricerca del miglior compromesso è appunto affare etico e politico (intendo della miglior politica). Ho quindi scelto un argomento caldo, quale è l'introduzione del 5G, come pretesto per ribadire che il miglior risultato che si può ottenere in un dibattito aperto non è l'annichilimento dell'avversario, ma la comprensione degli argomenti altrui.


Premesse al ragionamento

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Prima di portare avanti un ragionamento sulla tecnologia 5G [1], voglio fare alcune doverose premesse.

Domande e risposte

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Elencare il numero e la varietà dei temi che circolano nell'universo dei complottisti è difficile. Provando a seguirli vi si ritrovano le stesse "entità" citate e coinvolte in decine di presunti diversi complotti [2], magari con profili contraddittori. Per quanto mi riguarda credo che ogni buona teoria complottista abbia almeno un fine valido: instillare il dubbio. Il problema è che la stragrande maggioranza delle persone non ha le risorse né le competenze per "gestire" o fugare questo dubbio. E il dubbio, al contrario del dogma, spaventa. Dato che una spiegazione va comunque trovata, persone che non sanno porsi buone domande sintetizzano interpretazioni che banalizzano e stravolgono la questione originale per fornire risposte che divengono complotti.

A fronte di questa superficialità va detto che la questione originale spesso è sollevata da scienziati (più o meno accreditati e indipendenti), i quali invece hanno i mezzi culturali e tecnologici per analizzare e ipotizzare, applicando il metodo scientifico galileiano. Il metodo sperimentale è la base della nostra evoluzione scientifica umanista, e consiste proprio nel porsi domande (anche assurde), darsi riposte e verificarne gli effetti. Questo processo è nato per essere utilizzato in laboratorio e non nei social network dove, a fronte di pochi giudizi critici costruttivi, si ottengono per contro molti fuorvianti complotti.

La molteplicità dei complotti non toglie a mio parere valore alle domande che vengono legittimamente poste e che non dovrebbero essere negate, ma affrontate e approfonditamente dibattute. Nei modi e nelle sedi giuste.

Il 5G, col beneficio d'inventario

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Visto che in questo caso è del 5G che si parla, tenterò di riassumerne le caratteristiche principali [3]. Il 5G è una rete wireless di dispositivi con due qualità indiscusse: sarà molto più rapido e molto più pervasivo dell'attuale infrastruttura 2-3-4G, fibra e ADSL. Per ottenere questi risultati richiederà essenzialmente l'installazione di un numero molto elevato (si parla di milioni) di antenne wireless a bassa potenza, che potranno trasmettere e ricevere anche su frequenze fino ad ora mai utilizzate in modo così massiccio. L'"intelligenza" (capacità di adattare il segnale) e la quantità delle antenne consentirà al sistema di connettere fino a un milione di dispositivi per chilometro quadrato. Per plasmare un mondo all'interno della rete è già in corso il lancio di satelliti dedicati [4]. Ma a che ci serve? Qui entra in gioco l'immaginazione.

Il primo risultato, comprensibile a tutti, sarà quello di massimizzare la copertura della rete e la velocità di connessione, possibilmente annullando il digital divide che ancora penalizza vaste aree del nostro paese e non solo. Ma questo è solo l'effetto che possiamo immaginarci oggi, dove la maggior parte di noi si limita a misurare l'upgrade tecnologico con il tempo per eseguire il download di un video da Whatsapp. Con la maggiore velocità, la bassa latenza e la costanza di segnale promesse, il 5G consentirà di fatto l'implementazione della cosiddetta IOT, o rete delle cose, composta potenzialmente da centinaia di migliaia di sensori per chilometro quadrato, in grado di elaborare i dati e dialogare tra loro in tempo reale.

Mettendo temporaneamente in secondo piano gli effetti veri o presunti sulla salute e sull'ambiente e proviamo a immaginare il potenziale che sta dietro il 5G. Anch'esso in chiaro-scuro si intende, a seconda dei punti di vista. Sullo scenario un po' allargato, riverseremo infine i dubbi salutistici, per ottenere un quadro più completo.

Allargando il contesto

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Nel 2020 troviamo un mondo già profondamente diverso rispetto a quello che accoglieva Internet a metà degli anni '90. Giocoforza è molto più predisposto all'introduzione di elementi tecnologici come il 5G. Provo a evidenziare alcuni punti che a mio parere ne faciliteranno l'introduzione malgrado i dubbi sulla sua pericolosità.

Lavoro e 5G

Consideriamo metaforicamente l'impatto che ha la costruzione di un'autostrada su una città di provincia: dove prima passava l'ape del bottegaio, nel giro di pochi anni si muovono i bilici delle grandi industrie, e a cascata aprono imprese che i residenti prima neanche si immaginavano e che poi, sfruttando l'immissione nella grande rete stradale, diventano possibili e quasi scontate. L'autostrada, solamente essendoci, implicitamente le consente. Con conseguente mutazione dell'ambiente e della società circostante.

Per come è già predisposta la società attuale il 5G produrrà effetti analoghi: nel giro di qualche anno la guida autonoma [5] o la domotica cittadina [6] non avranno alcun ostacolo infrastrutturale per essere realizzate. Forse mancheranno i finanziamenti, ma non le possibilità tecniche. In generale le tecnologie di automazione e controllo (alle quali spero di dedicare qualche altra riflessione in separata sede) avranno la strada spianata per un'introduzione massiva. Nasceranno nuove attività commerciali e industriali altamente integrate con questo "nuovo ordine", che daranno per scontato il 5G o una sua futura evoluzione, come oggi è data per scontata Internet. Di conseguenza la gente comincerà a lavorare sempre più anche "grazie" al 5G mentre altri chiuderanno inevitabilmente bottega.

La rivoluzione dei motori

L'industria del petrolio è in lento declino: la curva che sembrava calare troppo lentamente, garantendoci altri decenni di gas di scarico, pare di colpo irrealistica. I produttori di greggio si convertono al fotovoltaico e i costruttori di automobili dimenticano le vecchie ostilità e si fondono tra loro con l'obiettivo di garantirsi il posto tra quei 4-5 che si spartiranno il mercato dell'auto elettrica e autonoma [7]. A questa (per altro auspicata) rivoluzione nei trasporti, deve quindi fare da contraltare un altrettanto poderoso business, che non può evidentemente prescindere dal 5G.

L'assuefazione delle nuove generazioni

Per i cosiddetti "nativi digitali" dipendere da una tecnologia pervasiva è assolutamente naturale, benché anche tra coloro che sono nati dopo il 2000 non è completamente estranea l'idea che qualcosa di anomalo in questo ci sia. Non avendo però memoria diretta del prima, i Millennials non sono portati ad analizzare la tecnologia in modo critico. Né vi sono autorità in grado di indicare reali alternative. Lo smartphone, scatola magica che tutto risolve, ha già minato fortemente il sistema scolastico e spesso anche i rapporti familiari. A tendere sarà sempre più difficile disporre di autonomia e capacità sufficienti per distaccarsi da tutto questo. Gli adulti di domani saranno quindi assuefatti dalla "rete totale", fino a divenirne loro malgrado componenti e sostenitori. Un modo come un altro per tirare a campare.

Dopo il Covid

La pandemia 2020 non sappiamo ancora quanto durerà, se finirà, quando tornerà e persino se c'è mai stata davvero. Di sicuro però viviamo una forte incertezza e una crisi economica molto grave. E' troppo presto per valutarne tutti i risvolti, ma in passato recessioni di questa entità hanno generato fenomeni sociali e politici mostruosi, e non sappiamo fino a che punto siamo davvero vaccinati da tali aberrazioni. L'economia che crolla, la disoccupazione che sale, la competizione tra nazioni e potenze, oltre alla paura del virus, possono trasformare il 5G da un'opzione a una necessità. Necessario per non penalizzare ulteriormente l'economia, per controllare o evitare una nuova pandemia, per agevolare lo smart working, la didattica e tutte le nuove modalità di contatto remoto recentemente sdoganate. Da provvisorie a permanenti, da precarie ad efficienti.

I governi indecisi si troveranno a scegliere tra la possibilità di friggere parte della cittadinanza, e la sicurezza di affondare per lo svantaggio economico rispetto a concorrenti meno scrupolosi. Facile prevedere che i più si adageranno sulla prima opzione. Specialmente dopo il Covid, quando il pragmatismo di molti governi è disposto ad accettare un tributo di morti più alto pur di evitare un'economia completamente ferma. Ma se neppure il Covid abbattesse i princìpi di solidarietà guadagnati negli ultimi 300 anni, potremo prescindere da un sistema che può consentire di rivoluzionare l'economia e la società quando l'emergenza ambientale diverrà una sfida per la sopravvivenza?

La nuova guerra fredda

Infine non è possibile ignorare come l'adozione o il rifiuto del 5G sia diventata anche un modo di disporre le proprie pedine nello scacchiere strategico mondiale. Con Huawei (si legga la Cina)[8] in vantaggio sui principali competitor, aderire al 5G potrebbe diventare un modo per ripagare accordi commerciali o ripianare i dissesti finanziari in cui navigano ormai anche gran parte dei paesi europei. In questo scenario i timori sul 5G non derivano tanto dalla potenziale pericolosità delle onde radio quanto dalla dipendenza tecnologica che si viene a creare. Così il provider cinese diventa "pericoloso e inaffidabile" se si è nell'alveo tecnologico statunitense e viceversa. In chiave strategica il 5G non è più un'opzione ma un obbligo, per cui "se non sei con me, sei contro di me".

Onda su onda

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Adesso che si è un minimo delineato il contesto in cui sta avanzando il 5G, si può capire come mai non sarà così banale evitarlo. Ciò nonostante ritengo leciti i dubbi in merito, specialmente considerando l'assenza di informazioni attorno alle onde micrometriche su cui il 5G si basa. Quasi ogni cosa, se assunta in dosi eccessive, provoca danni. Per le onde radio non si fa eccezione, ma la polemica si innesca quando si inizia a parlare di modi e quantità: abbassando le potenze e allontanando le fonti di irradiazione, gli effetti nocivi indubbiamente si diluiscono. Il problema è che non si sa ancora indicare quale sia il giusto compromesso tra potenza e sicurezza, essenzialmente perché non esistono studi affidabili sul lungo periodo. Inoltre c'è fondato il sospetto che i limiti di sicurezza a cui oggi ci si attiene verranno in futuro superati dai gestori per supportare i molti servizi e i dispositivi connessi alla rete.

Per questo alcuni paesi e alcuni amministratori locali hanno adottato un principio di precauzionalità: fin quando non si avranno maggiori informazioni, l'installazione della rete 5G sul territorio sarà sospesa. E' una posizione ragionevole, che parte dal principio per cui i cittadini non possono essere considerati al pari delle cavie da laboratorio, sulle quali eseguire test "con la speranza" che non portino conseguenze. Servono certezze, prove. Ciò nonostante potrebbero essere proprio le richieste degli stessi cittadini-cavia a smantellare questo approccio, e la posizione precauzionale rivelarsi paradossalmente un boomerang per gli amministratori che l'hanno sostenuta.

Così, genericamente, il 5G avrà un impatto al momento non quantificabile sulla nostra salute, ed il suo effetto si andrà semplicemente a sommare a quello di tante altre "dannosità collaterali": dal tabacco allo smog, dagli hamburger degli allevamenti intensivi ai router wireless che ci stanno sparando addosso onde elettromagnetiche da ogni salotto. Come è avvenuto per l'amianto [9] purtroppo non ci sarà modo di associare rapidamente cause e (possibili) effetti. E come quasi sempre accade, per non morire di fame oggi, si accetterà il rischio di morire di cancro domani.

Conclusione

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Ho cercato di applicare del metodo analizzando un argomento di cui mi dichiaro tutt'ora ignorante, portando affermazioni (sia positive che negative) ma evitando le conclusioni. Con questo lavoro spero di aver suggerito solo una cosa: sia rifiutare che accettare il 5G porterà conseguenze non indolori. Chiarito questo si può iniziare a discutere quale sia da considerarsi il male minore e il bene maggiore.

Se è abbastanza semplice schierarsi d'impeto, è invece difficile difendere la posizione presa, almeno se si considera il problema nel suo complesso. Sarebbe un'osservazione oziosa, se spesso non venisse ignorata da chi è chiamato a decidere, nel piccolo o nel grande, sul da farsi. Escludendo coloro che semplicemente vorrebbero che tutto rimanesse sempre e solo come lo conoscono, i rimanenti sono parte attiva di un cambiamento che malgrado tutto avverrà. Il cittadino e il politico attivi dovrebbero sempre selezionare un metodo critico per evolvere verso il miglior cambiamento possibile: quello che valutando i danni collaterali, massimizza il bene comune.

In buona sostanza adottare o rifiutare il 5G non è né una questione tecnologica né economica, bensì, e spero di averlo dimostrato, etica [10]. L'etica non si riduce nel fare il tifo per una tesi o per il suo opposto, bensì è la capacità di creare una scala di valori su base razionale e morale. Se nel criterio etico-morale sono inclusi sufficienti valori (pro e contro) e regole chiare e condivise, allora concetti come "male minore" e "compromesso" non hanno più connotazione negativa, perché sono frutto di ponderazione e non superficialità.

Auspico quindi che per il 5G, come per le tante altre prossime rivoluzioni tecnologiche che rischiano di sfigurare la società per come la conosciamo, l'etica divenga il principale strumento di lotta politica, sia contro i beceri "comitati di quartiere" che gli oligarchi senza scrupoli.


Bibliografia

[1] 5G in generale, https://it.wikipedia.org/wiki/5G
[2] Il profilo del complottista, https://www.punto-informatico.it/complottisti-profilo-5g-bill-gates
[3] Specifiche 5G, https://www.arpae.it/dettaglio_generale.asp?id=4149&idlivello=2145
[4] Il progetto StarLink, https://www.repubblica.it/scienze/2020/04/23/news/lanciati_altri_60_satelliti_starlink_per_l_internet_globale-254783130/
[5] 5G e guida autonoma, https://www.wired.it/internet/tlc/2019/11/16/5g-auto-sicurezza/?refresh_ce=
[6] Smart cities, https://www.repubblica.it/economia/rapporti/mondo5g/rete-per-italia/2019/11/11/news/parcheggi_lampioni_e_cassonetti_il_5g_rilancia_le_smart_city-240012617/
[7] Conversione dell'industria automobilistica, https://www.ilsole24ore.com/art/auto-stretta-60-miliardi-profitti-entro-2023-AChywci
[8] Huawei, https://www.ilmessaggero.it/tecnologia/5g_cosa_e_huawei-4359412.html
[9] Tossicità amianto, https://it.wikipedia.org/wiki/Asbesto#Tossicit%C3%A0
[10] Etica, https://it.wikipedia.org/wiki/Etica


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