Poesie - Prima dell'impatto

Prima dell'impatto

di Claudio Tortorelli

Arezzo

Pubblicato il 1996-1997 - Ultima revisione il 08/12/2020 - Revisione n. 2

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Indice

Introduzione
La scienza - 14/11/96
La giovinezza - 20/11/96
La musica - 24/11/96
La vecchiaia - 27/11/96
L'amore incompreso - 01/12/96
L'odio - 06/12/96
Lo spirito assoluto - 09/12/96
Boom Boom - 31/03/97

Introduzione

L'immagine di una roccia che si avvicina inesorabilmente alla Terra, portando una distruzione totale, fa sorgere un processo di riflessione. La fine che diventa reale, attraverso una cosa reale come un asteroide. La fine che diventa inevitabile, definita e sicura. Di fronte alla fine sorgono alcune domande, si arriva a conclusioni non considerate prima, ma soprattutto scompaiono le piccolezze umane, le verità imposte, per far posto a nuove verità dettate dalla coscienza, dalla paura, dal sentimento o da come lo si vuol chiamare. Chi c'è dietro la bomba che sta per cadere, se c'è qualcuno? Questa roccia, questa ipotetica fine, non è che l'emblema della debolezza dell'uomo, che non può opporsi alla morte, ma che, come diceva Pascal, è cosciente di ciò.


La scienza - 14/11/96

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Ecco l'onda, il segnale
che torna costante
sul monitor verde-piatto
lascia l'occhio stanco,
non solo.
Non più
equivochi sul futuro
certo.
Già la mia mente
che ho coltivato
è pronta a rendere questo corpo affittato.
Sarò pronto allo sfratto
penso al domani-nulla
riso e pianto
si seccano sul volto teso,
in una maschera.
Quante persone
quanti attimi
quanti eventi
sprecati già una volta
si perderanno domani,
in un rosso bagliore
che solo io abbraccerò
in piedi.
Le epoche
gli uomini, i sentimenti, gli amori
si sono aggrovigliati
per finire così?
A metà...?
Non so ancora
quando ebbero inizio,
e devo già conoscerne la fine.
La scienza...
quale fortuna è più grande
di quella di poter
saper disporre di un
tempo finito?
Guarda là fuori,
dalla finestra
un mondo
finalmente sensato
davanti alla fine...
sono io che non capisco.

La giovinezza - 20/11/96

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Passa, con andatura impegnata
nella ricerca
di un'imitazione perfetta.
Un ragazzo guarda
davanti a se il vento
scuote i suoi capelli.
A cosa pensa?
Perché non correre fuori e dirgli:
"Non ti preoccupare più
tu non lasci la tua giovinezza,
non la perderai
nel vivere",
per poi non leggergli negli occhi
una fiamma che
giustamente si spegne,
che non potrà lasciare fumo
né cenere.
Si vive per imparare a morire
io
ancora devo imparare a vivere.

La musica - 24/11/96

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Corde di chitarra
son le tue ciglia
sospese e tirate
su un occhio che guarda
fisso a qualcosa di non presente,
vibrano al vento,
forse sentono, forse sanno.
Quelle mani
hanno sfiorato rumori
quella voce
ha plasmato la creta
che il cuore trasuda.
E quanti sono riusciti a sentirti, a viverti.
Non sei vissuto solo
e sei vissuto in 100 vite.
Ma ora dimmi
dove andrai a vivere
in quale mondo
universo
civiltà tornerai,
tra quanto tempo
in quale anima
sarò, dovrò
aspettarti ancora.

La vecchiaia - 27/11/96

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Vecchio tu appari
e forse lo sei.
Quando trascini i tuoi legni
giù dal letto,
quando il cuore dimentica
ignora un nuovo mattino,
quando preghi
in silenzio
il Dio della morte-lampo.
Ma quando invece
questo non accade,
quando il vento
ti apre le finestre
su una nuova primavera,
sei vecchio anche allora?
Cosa hai imparato?
Entrambi adesso
vediamo questo
presente grigio,
ma tu hai visto anche
quello che io non vedrò.
Dio della vita-lampo,
sono stato vecchio
nel cercarti,
adesso mi sentirei giovane;
di fronte alla morte
si capisce l'età.

L'amore incompreso - 01/12/96

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Era di là
dormiva ancora
in un'altra stanza.
Si conosce
al primo sguardo
una persona, una donna, un'anima,
più alta,
come invece ci si accorge
di non saper nulla
dell'amore che non sia miraggio mentale,
di chi si tenta di abbracciare
come nuvola di vapore.
Domenica mattina
per la mia vita,
mentre il sole delle 9
dopo giorni di autunno
entra dal ricamo delle tende,
illumina
finalmente
leggo anche
sul cassetto del comò
bagnato di luce
lo spegnersi, il riaccendersi
il passare delle nuvole.
Da dove è partito quel raggio?
Allora non capivo,
sentivo un pianoforte
ma lo sentivo suonare lontano.
Oggi che sto per partire
mi accorgo di cosa ho già lasciato
altrove,
per voler rimanere,
in questa strana malinconia sorridente.

L'odio - 06/12/96

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Non ha un volto
verso cui concentrare il pugno
solo un ghigno
imperdonabile.
Rivive ancora
dietro il sipario mentale
la tragicomica
un'intollerabile presenza
che non c'è,
ed eccitarsi di nuovo
alla soddisfazione
del nostro, personale, finale.
Perdonare...
Troppe volte
ho perdonato me stesso
prima di perdonare gli altri,
odiato gli altri,
prima di imparare a odiare me stesso.

Lo spirito assoluto - 09/12/96

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Ma le ginestre
Ma le ginestre
dove sono
cosa bevono
di inverno
d'estate
nel campo?
nel sole?
Se non esisti, ho paura.
Se ci sei, ad aspettarmi, ne ho di più.
Rivedo giorni, sprecati nel bello
quando c'era tanto brutto da apprezzare!
Risento vibrazioni di gioia,
dopo aver costretto ondate di dolore, in una lacrima.
E in mezzo a questo
c'eri Tu?
Qualcuno muore nel pronunciarti.
Qualcuno brucia nel negarti.
Ed io ho sorriso colpevole ad entrambi.
Tra poco sarà buio?
Se lo sarà non me ne accorgerò,
e questo è il conforto della scienza.
Tra poco sarà luce?
Se lo sarà, sarai Tu l'ingiusto
che ammette alla luce chi
per guidare gli uomini,
ha acceso candele.
Lascio la vita.

Boom Boom - 31/03/97

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Due volte lo schianto
mentre entra nell'atmosfera
lacera la mia mente
la mia forza si disperde
sono un uomo
sotto un cielo rosso
il sangue vola via
questione di attimi infiniti
se il tempo è veramente uno scrigno
inviolabile.
Caldo, vibra la vista al lampo viola.